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17/06/2026

Il 7 giugno u.s. ci ha lasciato il prof. Pasquale Gallo

E' venuto a mancare il professore di Cultura e Civiltà Tedesca
Il 7 giugno u.s. ci ha lasciato il prof. Pasquale Gallo
 
Questo il ricordo del prof. Domenico Mugnolo, suo carissimo amico e collega.
 
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Pasquale Gallo aveva studiato a Bari con Aloisio Rendi, divenendone poi apprezzato collaboratore.
Un lungo soggiorno di studio a Colonia aveva alimentato uno spiccato interesse per il teatro, da cui era nato un volume (Il teatro dialettico di Heiner Müller, Lecce 1987) nel quale già emergeva, accanto a una lettura dei testi condotta con grande attenzione e sagacia, uno dei tratti che avrebbero caratterizzato nel tempo il suo lavoro di studioso: l’individuazione delle ascendenze letterarie e intellettuali di autori che di volta in volta avrebbe preso in considerazione, da Heiner Müller a Peter Hacks, a Karl Mickel.
Non era ovviamente un gioco ‘enigmistico’, ma l’espressione della consapevolezza che il testo letterario vive di confronto con (ed elaborazione di) una tradizione in cui l’autore si riconosce, sicché per comprendere a fondo il testo è un’ottima strategia mettere a fuoco, disvelarne e analizzarne allusioni e rinvii.
A questo proposito mi piace ricordare qui in particolare un suo non lungo, ma acutissimo saggio dedicato a una enigmatica poesia di Karl Mickel (Karl Mickels “Ravenna”. Versuch einer Interpretation, in: Die Literatur der DDR. 1976-1986, Pisa 1988). Quasi un capovolgimento del tema rappresentato dal filo della tradizione è all’origine del volume L’orso danzante (Fasano 1992) nel quale la declinazione dell’immagine circense è seguita in componimenti di Paul Flemimg, Gotthold Ephraim Lessing e Heinrich Heine. 
L’interesse e l'attenzione costanti rivolti ad autori tedesco-orientali trova infine un momento di importante coagulo nel capitolo della Storia della civiltà letteraria tedesca curata da Marino Freschi (Torino 1998). Intanto l’attenzione di Pasquale Gallo andava spostandosi su fenomeni di emi- ed immigrazione, che idealmente si collocano a metà strada fra letteratura e storia della civiltà. Ne nascono lavori su autori i quali, mettendo da parte la lingua madre, usano il tedesco come lingua letteraria - non per integrarsi, ma piuttosto confrontarsi con la realtà del loro vissuto quotidiano.
E sono dapprima autori di origine italiana (Franco Biondi, Gino Chiellino) a essere studiati, poi autori le cui origini si collocano nel vicino Oriente (Rafik Schami, Feridan Zaimoglu). All’emigrazione per ragioni non di lavoro, ma politiche ha dedicato Pasquale Gallo gli anni più recenti della sua attività di studioso, facendo luce su di una vicenda sempre ignorata della città in cui ha lavorato: la presenza e l’attività di intellettuali austriaci ed ebrei a Bari negli ultimi tempi della seconda guerra mondiale (Profughi austriaci nella Bari del 1944. Franz Theodor Csokor, Alexander Sacher-Masoch, Hermann Hakel tra poesia e propaganda. Bari 2017 e Profughe e combattenti ebree nella Bari del 1944. Bari 2020).
 
Tracciato il profilo di studioso di Pasquale Gallo, mi sia permesso di ricordare l’amico.
Lo avevo conosciuto che era ancora studente e poi siamo stati colleghi per oltre un cinquantennio, con una pausa negli anni in cui Lino (questo il suo nome per gli amici) ha insegnato da Professore associato a Potenza, mentre io ero prima a Trento, poi a Macerata.
Ci siamo ritrovati all’inizio del nuovo secolo a Bari, lavorando in bella armonia, insieme a Teodoro (per noi Doro) Scamardi, dando vita a diverse iniziative, accolte sempre con interesse dai nostri studenti che frequentavano per esempio il mercoledì, dalle 17 alle 19 e senza la promessa di crediti di nessun genere, i nostri settimanali seminari di traduzione.
E Lino c’era sempre, con il suo impegno, il suo contributo e il suo sorriso. 
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